Venerdì, 19 Luglio 2019
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benedetti cunial “Con il riconoscimento attribuito alle colline del prosecco dall’Unesco, la monocoltura industriale basata su un ampio uso di pesticidi e responsabile dell’avvelenamento del suolo e delle acque, delle persone e della vita, nonché dell’erosione del suolo e della scomparsa della biodiversità è divenuta Patrimonio dell’Umanità. E su questo da brindare non c’è nulla”. Ad affermarlo sono Sara Cunial

e Silvia Benedetti, deputate del Gruppo Misto.“Mentre gli abitanti delle terre del prosecco non possono neanche aprire le finestre, passeggiare fuori di casa o far giocare i bambini in giardino – spiegano le parlamentari -  c’è chi esulta per un’assegnazione che di meritato e meritevole non ha proprio niente. La gioia di Zaia, diffusa dai media e condivisa da colleghi e associazioni di categoria è oltraggiosa nei confronti di tutte quelle persone che a causa di questa produzione hanno perso la propria salute e le proprie libertà e offensiva rispetto a tutti i contribuenti italiani – continuano le parlamentari - In questi anni a questa produzione sono stati concessi milioni di fondi pubblici serviti solamente a implementare veleni e devastazione. Non un euro è stato utilizzato nella creazione di un modello sistemico e sostenibile in grado di dare benessere e ricchezza a tutti. Niente di nuovo quindi rispetto al solito sfruttamento irresponsabile, prono al profitto qui e ora e tipico del governo leghista del nostro territorio – affermano – basti ricordare la gestione Pedemontana, Pfas e Mose o i tanti altri scempi pagati carissimi dai cittadini, sempre in secondo piano rispetto agli interessi di quei pochi che sulla nostra terra speculano e lucrano da anni. A questi e con questi oggi Zaia brinda irridendo così un’intera popolazione stremata dall’aumento di carcinomi e di patologie legate ai fitofarmaci, da una vita ormai barricata in casa o in fuga dalla propria terra. Terra ormai sterile, incapace di produrre se non vini avvelenati o alimenti dopati da queste sostanze. E così – concludono le parlamentari – mentre la Lega continua a inneggiare all’autonomia, il Veneto sta perdendo l’autonomia più importante di tutte: quella alimentare. Spodestata dall’avidità e dall’inettitudine di chi forse pensa, un giorno, di mangiarsi quegli stessi soldi per cui ora sta svendendo la propria terra”.

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