Lunedì, 18 Novembre 2019
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proseccoComunicato stampa del PRC del Veneto - Dopo la "vittoria olimpionica" per abbandono di tutte le altre città concorrenti, tranne la poco convinta Stoccolma, Zaia ha un altro grosso motivo per festeggiare. I vigneti e le colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono diventati patrimonio dell'Unesco. A Baku, capitale dell'Azerbaigian, polo petrolifero dall'inizio

del '900 e culla del movimento bolscevico nel Caucaso, la delegazione veneta ha festeggiato il nuovo grande "successo". Zaia viaggia tranquillo verso le prossime elezioni regionali e aspetta che i 5stelle, intimoriti da un possibile scarto della Lega dal governo, diano il via libera all'autonomia regionale differenziata. Battuta a Baku anche l'opposizione degli ambientalisti, poco convinti che le produzioni massive irrorate abbondantemente dai pesticidi possano essere oggetto di tutela dell'Unesco. Dopo aver festeggiato, si torna a casa, forse con qualche preoccupazione per quel che accade attorno alla "grande opera" della Pedemontana. Non tutte le ciambelle riescono con il buco. Tra attraversamenti di discariche, gallerie costruite con materiali scadenti e possibili altri interventi della magistratura, la Pedemontana Veneta maleodora come il percolato. Intanto non si perde tempo per un po' di orgoglio Veneto.

L’Azerbaigian è un paese sovrano, ha 10 milioni di abitanti e il petrolio ma, il suo prodotto interno lordo è meno della metà di quello veneto: 100 miliardi di Euro, con 5 milioni di abitanti. Quello che Zaia non dice è che nonostante i cento miliardi di euro di prodotto interno lordo, quasi 1/5 della popolazione del Veneto vive in condizioni di povertà o al limite della soglia. Il lavoro sottopagato, precario e sfruttato è l'altra faccia del "miracolo veneto”, delle performance del turismo e delle esportazioni di cui si riempie la bocca il presidente della Regione. Si trova nelle statistiche ma meno se ne parla meglio è. Così come è bene non mettere tra le statistiche e le performance del Veneto quelle relative al consumo di suolo, inquinamento delle acque, dell'aria e dei terreni, quelle sui tumori.

Zaia ha gioco facile. Gioca le sue partite, da quella dell'autonomia differenziata a quella sulle olimpiadi, a quella sulle grandi opere, praticamente senza opposizione. Il principale partito di opposizione nel Veneto è, se possibile, ancora più ligio ai principi liberisti della centralità del mercato e dell'impresa di quanto non lo sia la Lega. Torme di sicofanti plaudenti possono confondere le idee, ma la realtà è quella che è e chiede risposte.
Nel Veneto la battaglia contro la Lega e il centrodestra è una battaglia contro il liberismo e contro l'autonomia differenziata.

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